Sulla base della modesta esperienza nel settore copywriting, giornalistico e linguistico, mi permetto di intervenire nel discorso marketing pubblicando un estratto (come si vede dai numerosi tagli apportati) di un articolo che ho scritto a proposito di comunicazione in italiano, in lingua straniera applicata alla traduzione dei siti.
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w.w.w.w.w… il messaggio insito
(…) … pare quasi che questo strumento abbia accentuato la posizione degli spettatori facendoli diventare attori del mercato, mostrando minore passività e influenzando i creatori di contenuti.
(…) internet uno strumento di comunicazione straordinario, cioè con possibilità e vantaggi che esulano dai sistemi ordinari di trasmissione di messaggi e documenti. (…)
…bat pliz visit Italy - Comunicazioni & soluzioni
Tralasciando la parte puramente tecnica ed estetica, è opportuno spendere qualche parola per una riflessione sulla parte comunicativa.
Una grande parte di siti aziendali è strutturata in modo molto simile: chi, cosa, perché, dove e quando, secondo gli schemi tradizionali delle cinque “w” della comunicazione (who, what, why, where, when).
… la traduzione in una o più lingue del sito pare stia superando la fase di “moda” per volgersi verso una valutazione reale delle necessità aziendali. (…) ora l’orientamento è rivolto alle politiche aziendali di affermazione su un dato mercato (…).
(…) In rete sono presenti anche siti che non prendono in considerazione le tradizionali quattro lingue europee e mostrano i propri contenuti in russo, cinese, portoghese, talvolta affiancati all’inglese, nell’ottica BRICS per gettare i ponti verso le economie emergenti (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).
(…) ma richiede un’attenzione particolare alla precisione dei termini che potrebbero essere usati come metatag per i motori di ricerca, coerenza tra le diverse lingue in cui il sito è tradotto, eventuale adattamento a ingombri o lunghezze prestabiliti.
(…) Molte aziende italiane creano i propri slogan in inglese per garantire la diffusione uniforme nel mondo, ma se qualcuno volesse localizzare la terminologia, una frase pubblicitaria o un testo in cui l’originale gioca sulla assonanza o sul doppio significato delle parole l’adattamento richiederebbe una consulenza traduttologica che oltrepassa la semplice versione di un testo, quasi si dovesse affrontare nuovamente il lavoro creativo del messaggio.
Ancora una volta, il traduttore assume un peso significativo in questa azione e la scelta del professionista non è facile in quanto sono richieste doti e/o esperienze di adattamento dei testi, conoscenza e filosofia del linguaggio e del messaggio “pubblicitario” oltre alle normali capacità professionali.
Diamoci del “voi”…
(…) L’utilizzo dei pronomi è soggettivo… (…) Queste scelte dipendono dall’impostazione dello stile di comunicazione che l’azienda intende praticare. (…)
(…) la collaborazione tra il traduttore e un referente aziendale è importante per la qualità del risultato. In questi casi è errato pensare di affidare il testo ed attendere fiduciosi che esso sia restituito tradotto senza una valutazione comune delle singole soluzioni linguistiche e del diverso impatto che esse potrebbero implicare. Per questo si consiglia alle aziende che devono affrontare questo aspetto di non considerare l’interazione con il traduttore come una perdita di tempo, ma come un investimento (…), come qualsiasi altra attività promozionale a vantaggio della propria immagine.